Il 20 marzo abbiamo completato il Bike4truce. Rims of peace 2026.Un viaggio bellissimo, entusiasmante!
Siamo stati baciati dalla fortuna: dal 17 al 21 marzo, in Lombradia, c’è stata un’anticipazione della primavera, nel mezzo di code di inverno artico.
Siamo partiti da Pescara in 6: Antonella, Carmela, Raffaella, Ginello, Marco e Valerio Marco, un gruppo affiatato e “mediamente allenato” di amici che avevano già affrontato diversi viaggi in bici, in autonomia.
A Milano, il 17 Marzo, all’Arco della Pace mentre veniva smantellata l’istallazione della Torcia Olimpica ci attendeva Paola Gianotti, madrina della manifestazione che per prima ci ha sostenuti mettendoci la faccia.
Donato e Gianluca si sono aggregati in un primo tratto, Alessandro nella seconda tappa. È un grande piacere fare amicizia con persone che, come noi amano viaggiare in bici e mostrano sensibilità verso le azioni che hanno un impatto positivo sulla società.

I paesaggi e le città attraversate sono straordinari,. Se la pista ciclabile che parte dal Naviglio Martesana a Milano non fosse interrotta nel tratto lungo-lago tra Lecco e Sondrio, sarebbe un’ottimo incentivo per promuovere il cicloturismo nelle città che costeggiano il fiume Adda e che si siviluppano nella Valtellina. I sindaci di Trezzo sull’Adda e di Lecco, che ci hanno concesso il patrocinio, l’hanno capito. Purtoppo, quelli di Sondrio e di Bormio non ci hanno preso in considerazione…forse perché presentarsi come paladini della pace è sconvenente per certi partiti.
Però, la popolazione locale che abbiamo incrociato lungo il percorso ha mostrato grande simpatia per la causa che abbiamo promosso: tutti vogliono la pace e, ciononostante, tutti subiscono la logica, la retorica e le atrocità della guerra e si sentono impotenti.
Senza dubbio, il nostro è stato un atto politico. Proponendo di usare la bicicletta come strumento di lotta, l’attenzione è naturalmente concentrata sulle contraddizioni dei nostri tempi e, soprattutto, sullo scandalo della guerra.

Per noi la bicicletta è il veicolo che consente di conciliare una visione etica (la chiamiamo “etica del pedalare”) con la salute individuale e sociale, il dialogo, la condivisione di una “social catena”. Per questo è anche uno strumento di sensibilizzazione, di lotta.
Viviamo in un periodo di guerre guerreggiate assai prossime all’Europa. Riguardo a queste faccio notare che l’Italia, Paese ospite della Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano-Cortina, ha impegnato risorse umane ed economiche per richiedere il rispetto della “Tregua Olimpica”: 165 Paesi membri dell’ONU hanno sostenuto un risoluzione dell’Assemblea generale. I ministri, il presidente della Fondazione Milano-Cortina, le Federazioni, le Associazioni, le Università, i Comuni che hanno ospitato i Giochi, gli sportivi non invasati dal mito della perfomance e l’intero apparato mediatico italiano, mentre contava l’eccezionalità del medagliere e registrava l’allargamento dei conflitti, non ha avuto parole per la pace.
Gli unici che hanno rilanciato il messaggio della Tregua Olimpica (almeno quella!) sono stati il Presidente Sergio Mattarella e Papa Leone XIV.
Lo striscione che abbiamo esposto in più occasioni dice: Non esiste un movimento mondiale contro lo scandalo della guerra? Facciamolo partire!
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Qualcuno ci ha fatto notare che il messaggio di Rims of peace 2026 è assimilabile a quello della Global Sumud Flottilla che ha cercato di raggiungere Gaza per offrire aiuti umanitari alla popolazione sottoposta al giogo israeliano e, per certi versi, rimanda alle parole di Emergency: “se vuoi la pace, prepara la pace”.
Lo spirito è assimilabile. Tuttavia, il richiamo all’etica del pedalare e la nostra protesta sono un moto simbolico, partecipato da poche persone, ancora in una fase embrionale.
Per crescere, abbiamo bisogno di risorse, consenso, alleanze, organizzazione.
Noi proseguiremo in questa direzione e, per questo, rilanceremo la candidatura al Premio Nobel per la Pace delle organizzazioni che promuovono l’uso della bicicletta come strumento di solidarietà sociale e di tolleranza.
Per questo è con grande affetto e considerazione che ti invitiamo a partecipare alla raccolta fondi a favore dell’Associazione Marco di Martino
Sappiamo di poter condividere la volontà di opporsi al potere assoluto di “re” e “imperatori”, alla propaganda di agenti ultraconservatori e ladri istituzionalizzati che, a vario titolo, impongo la loro volontà con la menzogna e la forza bruta. Lo facciamo con un mezzo pacifico, che favorisce il pensiero critico e creativo, che stimola il dibattitto pubblico (l’anima della democrazia) che è forte quanto lo sono le nostre gambe, la nostra capacità di resistere e di affrontare le intemperie e le “salite”.
Per ultimo, mi sembra giusto celebrare la Pasqua cristianacitando la” Regola d’oro” della convivenza pacifica che, peraltro, è alla base di qualunque formulazione dei diritti dell’uomo.
Dovrebbe essere incapsulata, se necessario chirurgicamente, nel cervello di tutti i fanatici che giustificano la guerra, l’ingiustizia e l’oppressione per motivi religiosi.
Il principio su cui fonda l’etica della reciprocità può presentarsi come un’ingiunzione positiva o negativa che regola il comportamento. È condivisa dalle principali filosofie e le religioni apparse nelle società umane negli ultimi cinquemila anni:
- Tratta gli altri come vorresti essere trattato tu
- Non trattare gli altri in modi in cui non vorresti essere trattato tu.
La bicicletta è il mezzo più efficiente in assoluto per smuovere le coscienze.




